Fiori di Bach (approfondimento)
Edward Bach, medico di successo a Londra, nel 1930 a 43 anni, all’apice della sua carriera, decide di vendere il suo studio e il suo laboratorio per dedicarsi completamente allo studio dei diversi tipi di personalità ed alla ricerca di specifiche piante curative.
Così scriveva nel 1934:
“Fiori, cespugli e alberi non coltivati di ordine superiore hanno, grazie alla forza delle loro vibrazioni, la capacità di aumentare le nostre e di aprire i nostri canali di comunicazione col nostro io spirituale; di inondare la nostra spiritualità con le virtù di cui abbiamo bisogno e di purificare con ciò le carenze caratteriali che sono all’origine delle nostre sofferenze ... Non ci guariscono per il fatto di agire direttamente sulla nostra malattia, ma perché inondano il nostro organismo con le vibrazioni positive del nostro Io Superiore, di fronte al quale la malattia si dissolve come neve al sole. Non vi è una vera guarigione senza un cambiamento del modo di vivere, senza la pace dell’anima, senza una sensazione di gioia interiore”. cfr: (2)
Al primo approccio le affermazioni del Dott. Bach sembrano inverosimili alla nostra mente laica, e soprattutto non comprovate dalla scienza ufficiale, tuttavia sappiamo che non necessariamente tutto ciò che non è “spiegato” non funziona.
Anche la medicina ufficiale nell’utilizzo dei suoi farmaci si è basata per anni sull’empirismo: sappiamo che “Il principale meccanismo d’azione responsabile dell’effetto antinfiammatorio dell’aspirina non è stato compreso sino all’inizio degli anni settanta e che il suo potere analgesico a tutt’oggi non è stato ancora del tutto chiarito” cfr: (3), ciononostante l’Aspirina “funziona”.
Per quel che riguarda la teoria del Dott. Bach, sappiamo che la psiconeuroimmunologia (PNEI) e le ultime ricerche nel campo delle neuroscienze hanno dimostrano l’esistenza di “una relazione essenziale tra atteggiamento psichico e capacità di reazione del fisico alle aggressioni patologiche". cfr: (4) : un gruppo di ricercatori americani ha condotto uno studio decennale in cui si è registrata “una correlazione significativa tra i cambiamenti nei parametri immunologici ed i cambiamenti nello stato affettivo, rilevando che il maggior cambiamento a livello immunitario – maggior numero e funzionalità delle cellule NK cfr: (5) – è stato osservato nei soggetti che al termine dello studio mostravano i livelli minori di depressione ed ansia ed i livelli maggiori di rabbia espressa”.cfr: (6)
I presupposti di E. Bach non sono dunque dimostrabili, ciò non toglie che proprio partendo da questi, egli ha messo a punto la sua tecnica che si è dimostrata efficace nella pratica.
Oggi giorno non abbiamo più dimestichezza con il concetto di spiritualità e di trascendente, ma questo non significa che non possiamo, anche da laici, trarre beneficio dai Fiori di Bach in attesa di una spiegazione futura: se non abbiamo “la Fede” possiamo sempre avere fede nelle future scoperte della scienza.
“Ipotesi ricavate dai settori della chimica molecolare, dell’informatica, della cibernetica, della psiconeuroimmunologia, sono già state avanzate per l’omeopatia e altri metodi a base di microdosi. Queste ipotesi potrebbero forse essere applicabili anche al sistema di Bach”. cfr: (7)
Ricordiamo che per anni le tecniche di meditazione sono state legate ad un concetto mistico-religioso sebbene per trarne beneficio non sia affatto necessario essere mistici; oggi esiste una letteratura scientifica sulle dinamiche neurofisiologiche della meditazione e sui suoi effetti sulla salute mentale e complessiva. cfr: (8)
I presupposti di Edward Bach
da: Terapia con i fiori di Bach di Mechthild Sceffer, Nuova Ipsa Editore (1997)
1. Creazione e destino
• Su questo pianeta, la vita umana e l’uomo sono parte di un più ampio piano creativo.
Noi viviamo entro un più vasto piano di riferimento, in un’unità globalizzante, al modo di una cellula di un organismo.
• Ogni uomo ha due aspetti: è un individuo inconfondibile, ma grazie alle sue stesse caratteristiche individuali, è anche una tessera indispensabile del mosaico globale, del più ampio tutto.
• Mentre nella creazione tutto è unità, ciascuno di noi è anche collegato a tutto, grazie alla forza di una vibrazione comune, superiore, che viene chiamata con molti nomi come ad esempio “forza creatrice”, “principio vitale universale”, “principio cosmico”, “amore come regione trascendente” o semplicemente “Dio”.
• L’evoluzione di ogni uomo segue un principio di azione programmato, una legge interiore. Ogni uomo ha una sua matrice con un determinato potenziale energetico, una sua missione, un suo compito, un suo destino o comunque lo si voglia chiamare.
• Ogni uomo ha, come parte di una più ampia concezione creativa, un’ anima immortale - il suo vero io – e un Io fisico mortale
– il suo Io fenomenico o personalità.
Strettamente collegato all’anima è il suo Io superiore, che funge, per così dire, da mediatore tra l’anima e la personalità
• L’anima conosce il compito dell’uomo e avverte l’impulso ad esprimerlo con l’aiuto dell’Io superiore e per il tramite della personalità
e a trasformarlo in realtà concreta.
La personalità invece non lo conosce.
• Il potenziale che la nostra anima può realizzare attraverso la personalità non è però di natura concreta.
Si tratta piuttosto di qualità ideali di ordine trascendente, definite da Bach “virtù della nostra natura superiore”.
Ne fanno parte, ad esempio, mitezza, fortezza d’animo, coraggio, costanza, saggezza, gioia, volizione.
Tali virtù sono anche definibili come concetti spirituali archetipi dell’uomo la cui realizzazione crea il senso della vera felicità.
• Se queste qualità non vengono realizzate si arriva prima o poi alla sensazione contraria: l’infelicità. Le qualità non realizzate si presentano ora nel loro aspetto negativo, ad esempio, egoismo, crudeltà, odio, orgoglio, ignoranza, instabilità, avidità. Queste mancanze, come dice Bach, e non solo lui, sono la vera causa delle malattie.
• Ogni uomo ha il desiderio inconscio di vivere in armonia, poiché la natura, intese come grande campo di energia, tende sempre a porre in essere lo stato di energia più efficiente.
2. Salute e malattia
• Salute: Se l’io fisico sapesse e potesse procedere interamente in armonia con la propria anima, che è parte della più ampia unità dell’universo, l’uomo vivrebbe in completa armonia. L’energia creatrice universale divina potrebbe esprimersi, attraverso l’anima e l’Io superiore, nella personalità e noi uomini saremmo forti, sani e felici come parti vibranti in sintonia col più ampio campo energetico cosmico.
• Malattia: Là dove la personalità non è collegata, attraverso la sua anima, al grande campo di energia cosmico,
se non vibra in sintonia con esso, dominano la perturbazione, la sorpresa, l’attrito, la distorsione, la disarmonia,
la perdita di energia. Questi stadi si suggono dai meno marcati ai più forti e si manifestano innanzitutto come stati
d’animo negativi, poi come malattie organiche. La malattia organica ha la funzione di ultimo correttivo.
Bach dice che le vere cause della malattia sono, in sostanza, solo due malintesi o errori di base.
1. Il primo errore è rappresentato dal fatto che la personalità non vive in armonia con la propria anima, ma nell’illusione di un’esistenza separata.
In tutti i casi in cui la personalità si è allontanata dal grande flusso dell’energia cosmica e, come dice Bach, dall’amore,
le qualità positive si trasformano in caratteristiche distruttive e portano a stati d’animo negativi.
2. Il secondo malinteso si verifica quando la personalità rifiuta il “principio di unità”.
Se la personalità agisce contro il volere dell’io superiore e dell’anima, agisce anche automaticamente contro gli interessi dell’Unità Globale
al cui campo di energia la sua anima è collegata.
Ma soprattutto la personalità agisce contro il principio di unità quando cerca di imporre il proprio volere in modo contrastante
col dettato del suo Io superiore. Così facendo, essa non impedisce solo lo sviluppo degli altri esseri, ma turba anche,
poiché tutto è collegato con tutto, il campo di energia cosmica globale, cioè il processo evolutivo dell’intera umanità.
Ogni malattia è preceduta da uno stato d’animo negativo.
3. L’approccio terapeutico di Edward bach
Nella sua diagnosi, Bach parte dalla legge dell’anima, cioè da un ambito causale superiore, anziché, come nella maggioranza dei sistemi occidentali, dal punto di vista limitato dell’io fisico e del suo raggio d’azione.
Nella sua diagnosi Bach si orienta non già in base ai sintomi organici, ma esclusivamente in base agli stati d’animo negativi, che, come conseguenza della contraddizione esistente tra le aspirazioni dell’anima e i desideri della personalità, possono diventare causa di malattie organiche.
Questi stati d’animo negativi vengono inondati di vibrazioni energetiche armoniche superiori.
I fiori usati da Bach provengono, come egli dice, “da piante di ordine superiore”, ciascuna delle quali incorpora un preciso concetto spirituale o la cui energia vibra secondo una precisa sequenza. Ciascuno di questi concetti spirituali del mondo vegetale corrisponde a un determinato concetto spirituale nell’uomo, cioè ad una precisa sequenza vibratoria nel campo energetico umano. Nell’anima dell’uomo i 38 concetti spirituali dei fiori di Bach sono tutti presenti come concetti dell’anima, potenziali energetici, virtù o scintille divine.
Quando in un determinato concetto spirituale o potenziale energetico umano sorge un conflitto tra aspirazioni dell’anima e desideri della personalità, la frequenza vibratoria viene distorta disarmonicamente nel campo energetico e rallentata. Questa distorsione influenza tutto il campo energetico dell’uomo e ne pregiudica lo stato d’animo globale... Si arriva ad uno stato d’animo o a un umore negativo.
Come agisce un’essenza di fiori di Bach?
Poiché essa vibra secondo la stessa frequenza energetica armonica che avrebbe avuto il suo corrispondente concetto spirituale se questo non fosse stato disarmonicamente distorto e rallentato, l’essenza si mette in contatto con questo concetto spirituale umano e con la sua frequenza armonica ripristina l’armonia attraverso la risonanza vibratoria..
In altri termini l’essenza ripristina il contatto tra l’anima la personalità. L’anima riesce nuovamente a farsi sentire da quest’ultima. Come dice Bach: “dove l’uomo non era più integralmente se stesso” l’integrità viene recuperata.
Dalla distorsione e dalle limitazioni umane, la personalità ritorna ai potenziali spirituali e alle virtù che danno senso e armonia alla nostra esistenza su questo pianeta.
4. Un nuovo semplice metodo di potenziamento
Bach distingue tra piante che leniscono le sofferenze, come la maggior parte delle piante officinali, e piante che sono dotate di virtù guaritrici divine. A queste ultime egli è arrivato per via intuitiva.
E’interessante che si tratti sempre di piante atossiche, non utilizzate per l’alimentazione umana e per lo più di aspetto modesto che ne rende isospettabili le qualità.
Alcune vengono usate, in altra forma, anche per la fitoterapia, ma per la maggior parte sono considerate “erbacce”.
Queste piante devono essere raccolte allo stato selvatico e in determinati luoghi non contaminati dall’uomo. Se coltivate perdono ogni proprietà guaritrice.
Per liberare lo spirito o “essenza” delle piante dall’involucro fisico Bach ha scoperto il “metodo del sole” e il “metodo della cottura”.
Ha usato il primo per tutte le piante che fioriscono nella tarda primavera quando il sole ha raggiunto la sua intensità massima. I fiori devono venire raccolti di mattina in un giorno di sole senza nubi, i fiori non devono venire a contatto con l’epidermide, poi si mettono in un piatto pieno di acqua di fonte finché la superficie sia completamente ricoperta. Il piatto deve restare al sole finché l’essenza dei fiori non si è trasmessa all’acqua. Questa, così impregnata, viene versata in una bottiglia contenente alcol. Il preparato si mantiene Laillimitatamente e costituisce la base per le preparazioni finali.
Il metodo di cottura viene usato prevalentemente per i fiori degli alberi, degli arbusti, dei cespugli a fioritura molto precoce, quando il sole non ha ancora raggiunto la sua massima intensità. I fiori vengono raccolti con lo stesso metodo, dopo di che vengono fatti cuocere, filtrati più volte e trasferiti in bottiglie con alcol. In questo metodo di potenziamento Bach ha individuato i seguenti vantaggi:
• L’essenza delle piante non viene alterata né danneggiata. Il fiore, nel quale si concentra l’energia vitale della pianta, viene colto quando è perfettamente maturo, cioè poco prima che cada.
• Non passa tempo tra la raccolta e la preparazione. Il tutto è un processo armonico di alchimia naturale, al quale collaborano le potenti forze dei quattro elementi: la terra e l’aria per portare la pianta alla maturità, il sole o il fuoco per liberarla dal suo involucro vegetale, l’acqua come medium portante, per la sua alta solubilità.
5. “Simplicity” o semplicità: la base del sistema di Bach
La semplicità è collegata all’unità, al compimento e all’armonia. E’ questa la ragione per cui ognuno di noi si sente attratto dalle cosiddette “cose semplici della vita”. E per recuperare l’unità e la semplicità dietro la differenziazione e l’apparente complessità di un evento, occorre avere, oltre all’obiettività, anche una capacità di analisi e di sintesi, una disponibilità di fondo a vedersi come parte di un tutto, governato da un principio creativo semplice e unitario.
Non è certo un caso che la maggioranza dei grandi naturalisti, giunti alla fine della vita, abbiano riconosciuto questa verità. Lo scopo superiore e, insieme, il risultato della terapia di Bach è appunto il ripristino e il rafforzamento di questa concezione di base. cfr: (9)
Note e Bibliografia
- (1) Scheffer M., Metodo originale della floriterapia di Bach, tecniche nuove, (1998), 1
- (2) Scheffer M., Terapia con i fiori di Bach, Nuova Ipsa Editore, (1997), 13
- (3) Pizzorno J.E. jr, Murray M. T., Trattato di medicina naturale, red, (2001), 299
- (4) S.A. Merciai, B. Cannella, Pionieri o emigranti?, Psychomedia Psycho-Books, (2005), 116
- (5) NK
- (6) S.A. Merciai, B. Cannella, Pionieri o emigranti?, Psychomedia Psycho-Books, (2005), 116
- (7) Scheffer M., Terapia con i fiori di Bach, Nuova Ipsa Editore, (1997), 12
- (8) Carosella A., Bottaccioli F., Meditazione, psiche e cervello, tecniche nuove, (2003), 79
- (9) Scheffer M., Terapia con i fiori di Bach, Nuova Ipsa Editore, (1997), 13-18
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